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Coronavirus, la ricerca: ecco quanti giorni resiste a metallo, vetro e plastica. Il quadro si complica

Caterina Spinelli
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Altra cattiva notizia: il coronavirus può resistere sulle superfici come metallo, vetro o plastica fino a 9 giorni. Questo è quanto emerso dallo studio di quattro ricercatori, Günter Kampf, Daniel Todt, Stephanie Pfaender, Eiker Steinmann. Una scoperta, quella pubblicata sulla rivista scientifica The journal hospital infection, che cambia parecchio lo scenario del contagio. A tranquillizzare, almeno un po', sugli effetti ci pensa Fabrizio Pregliasco. Il virologo nonché ricercatore di igiene dell'Università degli Studi di Milano, tiene a precisare sulle colonne del Messaggero: "La carica virale si abbassa nell'arco delle ore e successivamente dei giorni". Questo però non significa che le superfici non possano infettare. Leggi anche: Coronavirus, la Cina ammonisce l'Italia: "Deve adottare valutazioni scientifiche" Secondo Pregliasco infatti bisogna tenere presente che "la carica virale dipende poi dall'umidità, se ce n'è di più resistono di più e dalle tipologie di substrato: se c'è del materiale organico questi virus si salvano; il materiale proteico infatti fa da schermo e li difende, come biofilm. La cosa certa è che con il lavaggio noi asportiamo questo materiale e conseguentemente i batteri e il virus". Non solo, le buone nuove (per così dire) arrivano anche da Giovanni Rezza, dirigente di ricerca dell'Istituto Superiore di Sanità ed epidemiologo, per cui lo studio tedesco è stato condotto su altri coronavirus, non su quello emerso in Cina. "Dunque - spiega - questo elemento è ancora da dimostrare, ma il fatto che possa rimanere sulle superfici non fa la differenza". Eppure il problema è sempre lo stesso: la diffusione è talmente veloce da rendere questa epidemia molto più trasmissibile rispetto alla Sars.  Fonte video del governatore Zaia alle prese con l'emergenza coronavirus-turismo: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev

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