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Coronavirus, dietrofront del governo sui treni: no al 100% dei posti a sedere, restano le distanze

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Altra figuraccia per il governo nella gestione dell'emergenza coronavirus. Ieri, venerdì 31 luglio, l'annuncio: nei convogli ad alta velocità di Trenitalia e Italia si torna a viaggiare con il cento per cento dei posti occupati. Decisione che ha sorpreso, con la curva del contagio che è tornata a crescere. Immediatamente, sono scattate le critiche del Comitato tecnico scientifico, con gli esperti che spiegavano che la scelta era stata presa senza che nessuno li consultasse. Ora, il repentino dietrofront: Roberto Speranza, ministro della salute, ha firmato un'ordinanza che vieta gli allentamenti delle misure a bordo. Insomma, tutto come prima. Successivamente, si è appreso che il ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, invierà una lettera a Trenitalia e Italo per chiedere di tornare alle misure precedenti, ovvero a non occupare il 100 per cento dei posti a sedere. E ci si chiede, dunque, perché mai alla vigilia fosse stato detto l'esatto opposto e chi aveva preso quella decisione. L'ennesimo pasticcio è servito.

 

 

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