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Silvio Berlusconi condannato ingiustamente? Per la Rai "è un caso marginale"

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Nulla più di un caso trascurabile. Ecco come qualcuno dalle parte di viale Mazzini sta trattando l'audio choc del giudice Amedeo Franco sulla sentenza del 2013 ai danni di Silvio Berlusconi per la vicenda dei diritti tv Mediset. Certo il nostro servizio pubblico ha sicuramente dato ampio spazio, e in diverse trasmissioni, allo scoop degli ultimi giorni che ha svelato il complotto delle toghe nei confronti del leader di Forza Italia, ma per il programma "Radio anch' io" di Rai Radio1 si tratta precisamente di «un aspetto molto trascurabile, tra decine di inchieste, condanne, prescrizioni». 

 

Questo è quello che emerge da un "carteggio" via whatsapp tra un ascoltatore e lettore di Libero e chi è addetto all'interno della Rai a rispondere ai messaggi social che si possono inviare direttamente alla trasmissione. «Aspetto gravissimo degno dei soviet con la complicità dall'alto. Altro che marginale. Berlusconi mai condannato e la prescrizione è orientata dalla magistratura per non essere sconfitta. Girerò la risposta a Porro, Feltri, Sallusti e Sansonetti» risponde per le rime il lettore già incattivito. 

 

Passa solo qualche minuto e secca arriva la replica di colui che parla per conto della Rai (noi non sappiamo esattamente chi risponde se si tratti dello stesso conduttore Giorgio Zanchini o qualche suo collaboratore, apprendiamo solo che costui ha un passato da avvocato): «Ma lei conosce le sentenze e le vicende giudiziarie o parla per sentito dire? Se la vada a leggere, Berlusconi è stato condannato con sentenza passata in giudicato e altre volte si è salvato per sopravvenuta prescrizione o per norme approvate da parlamenti a maggioranza di centrodestra. Sono fatti, non opinioni, si informi, io facevo l'avvocato. Non c'entra nulla la politica qui, sono fatti». Piccata e precisa ecco arrivare a distanza di qualche minuto l'ennesima replica dell'ascoltatore: «Conosco perfettamente tutto. Forse è lei che non conosce bene la storia del nostro Paese. Quali sentenze lo condannano, forse quelle guidate dall'alto? Sulla prescrizione le ho già risposto. Siccome voi non vincete mai con le elezioni cercate l'aiutino da parte di un sistema che ha tratteggiato ierri sera (lunedì 29 giugno, ndr) l'onorevole di Forza Italia da Porro (all'interno della trasmissione di Rete4 "Quarta Repubblica", ndr) e Sgarbi in Parlamento. Sbaglio o siamo una Repubblica parlamentare e le leggi le fa il Parlamento? O il Parlamento deve legiferare come volete voi?». 

Messaggi a parte ciò che stranisce di questo dialogo è sia avvenuto la mattina del 30 giugno, ossia il giorno dopo la trasmissione tv di Nicola Porro e che proprio quel giorno l'apertura del quotidiano Il Giornale era dedicata a questo fatto. Come mai non si è fatto il minimo accenno di tutta questa vicenda all'interno di "Radio anch' io"? Al di là di come la si pensi, era forse così poco rilevante da non inserirla affatto tra le notizie del giorno?

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