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Giuseppe Conte "tra dieci giorni cade": il suo destino è legato alla nomina di Berlusconi a senatore a vita

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Giuseppe Conte non è più insostituibile. La scusa dell'assenza di un’alternativa è venuta meno, di conseguenza è crollato uno dei tabù che ha caratterizzato il governo durante l’emergenza coronavirus. Il M5s non considera più il premier come “l’ultima spiaggia di questa legislatura”, tanto che Luigi Di Maio starebbe addirittura sondando il terreno sul suo nome per Palazzo Chigi. Lo stesso vale per Nicola Zingaretti, che inizia ad essere affascinato dall’idea della premiership per restituire credibilità a un Pd sempre più insofferente per i continui annunci e rinvii di Conte. Il quale più trascorrono le settimane e più si sente un bersaglio facile.

 

 

In più arriva Augusto Minzolini a metterci il carico, parlando dell’immagine del premier “sempre più debole e logora”, al punto che praticamente tutte le forze politiche fiutano la possibilità di una nuova maggioranza. “Anni fa - è la profezia di Roberto Occhiuto riportata da Minzolini - un governo tecnico-politico nacque dopo la nomina di Monti a senatore a vita. Ora ne nascerà un altro dopo la nomina di Berlusconi a senatore a vita. Qui tra dieci giorni il governo cade”. Un presentimento che è avvertito anche a sinistra: “Salta tutto - confida Rossella Muroni di Leu - nei 5 Stelle non ci sono neppure le correnti, ogni parlamentare va per conto suo. Al Senato non riuniscono il gruppo altrimenti la maggioranza va sotto”. Secondo Minzolini, però, i tempi non saranno così brevi: è tra settembre e ottobre che si apriranno i veri giochi. 

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