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Coronavirus, Roberto Burioni sull'impennata di contagi: "Infettivo e nocivo come la scorsa primavera, vi prego state attenti"

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“Le cose cominciano a mettersi peggio”. Così Roberto Burioni ha commentato il bollettino del primo ottobre rilasciato dal ministero della Salute, non nascondendo una certa apprensione per i 2.548 nuovi casi di coronavirus che sono il massimo registrato dal 24 aprile, quando l’Italia era ancora in pieno lockdown. Ovviamente il dato della mortalità era ben diverso, perché allora si verificava un numero di decessi giornalieri dieci volte maggiore a quello attuale. “Vi prego, state attenti - è l’accorato appello di Burioni - mantenete le distanze, portate le mascherine, evitate luoghi affollati al chiuso, lavatevi le mani. Il virus è lì fuori, infettivo e nocivo come nella scorsa primavera. Dipende tutto da noi”. Il noto virologo marchigiano sembra preoccupato e ha un buon motivo per farlo, visto che la seconda ondata sta mettendo in gravissima difficoltà sia la Francia che la Spagna. Se l’Italia sta facendo così tanti tamponi, evidentemente è perché ce n’è bisogno e ciò non deve far dormire sonni tranquilli: se i contagiati continuano ad aumentare in maniera così importante, quel 5% che finisce ricoverato in ospedale rischia di tradursi in un numero che potrebbe nuovamente mettere in crisi il sistema sanitario. E allora sì che in quel caso ripartirebbe l’incubo vissuto in primavera, scenario che si deve evitare a tutti i costi. 

 

 

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