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Andrea Crisanti frecciatina a Luca Zaia: "L'Italia non è bolla protetta, io avevo messo in guardia dai nuovi focolai"

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I rapporti tra Luca Zaia e Andrea Crisanti si sono raffreddati, questo non è una novità. Il microbiologo di Padova, a ridosso del nuovo focolaio vicentino, si dice poco stupito: "Sta succedendo una cosa che era ampiamente prevedibile. Io lo avevo detto il 7 aprile che saremmo andati incontro a un periodo con diversi focolai. L'importante è capire perché queste cose accadono. L'Italia non è in una bolla protetta, l'altro giorno nel mondo ci sono stati 215mila casi in 24 ore, è impossibile pensare di restarne fuori. E poi il virus comunque continua a circolare anche da noi. Il problema quindi non è impedire che i focolai si accendano, perché sono inevitabili, ma tenerli sotto controllo" afferma in una lunga intervista a Repubblica precisando che con il governatore del Veneto non ci sono stati litigi ma solo precisazioni. 

 

 

Poi Crisanti si sposta alla cronaca. Proprio nella giornata di venerdì 3 luglio il leghista Zaia aveva promesso il Tso a chi avrebbe rifiutato il ricovero causa Covid. Una scelta dura ma necessaria visto il focolaio vicentino scatenato da un manager che non ha voluto rimanere in ospedale. "Se questi comportamenti non vengono in qualche modo corretti - tuona l'esperto - le conseguenze saranno più serie. Rischiamo di avere più focolai, oltre a falsi allarmi dovuti a banali malattie da raffreddamento".

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