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Carlo Cardarelli, il negazionista morto di coronavirus. Selvaggia Lucarelli: "Ma la colpa è dei ciarlatani a cui ha dato retta"

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Carlo Cardarelli, coordinatore regionale dell’associazione che si batte da anni per il diritto alla casa. 59 anni, è morto dopo un ricovero durato alcune settimane per patologie pregresse colpite dal Covid-19. Cardarelli era impiegato alle Poste e sempre dalla parte dei più deboli, impegnato a livello civico, sociale e politicamente. Tra gli omaggi per ricordarlo anche quello del Pci di Ancona, dove risiedeva. La camera ardente è stata aperta oggi, sabato 28 novembre. I funerali si terranno domani alla stessa ora. 

 

 

A novembre, Carlo ha contratto il Covid, ricorda Selvaggia Lucarelli che ha raccontato la sua storia suTpi. La Lucarelli ricorda che, "lui al Covid non ci credeva. Lui che alle teorie del complotto era permeabile. E non ci aveva creduto fin da subito, da quando già durante la prima ondata, aveva iniziato a convincersi dell’esistenza di un sistema, di un complotto, di una grande bugia. Ma non si era convinto da solo, Carlo. Lo avevano convinto i video martellanti dei vari negazionisti del Covid, degli autoproclamati professori, dei medici in cerca di notorietà sul web, degli youtuber no-vax, no-mask, no tutto", scrive la giornalista. 

L’ultimo post che ha condiviso è del 1 novembre, ed è un video "di uno dei negazionisti più convinti e insultanti, tal Andrea Tosatto, psicologo ed ex candidato del Movimento 5 stelle, movimento con cui poi ha rotto con strascichi rancorosi", ricorda la Lucarelli. Che attacca ad alzo zero Tosatto. "I tanti Andrea Tosatto, 18mila seguaci su fb, hanno contribuito a creare un esercito di complottisti convinti che il virus sia un’influenza. E qualche volta, succede che chi gli ha creduto, si ammali. Che muoia, anche, nella tardiva consapevolezza di aver creduto a dei ciarlatani pericolosi", scrive la giornalista.

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