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Crema, Mauro Pamiro e il doppio giallo sulla morte: la bicicletta della nonna nel giorno del funerale, "è un depistaggio?"

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Resta un mistero la morte di Mauro Pamiro, 44 anni, insegnante dell'istituto Galilei di Crema, trovato morto la mattina del 29 giugno nel cantiere di una casa in costruzione, a soli 200 metri dalla sua abitazione. La moglie Debora Stella, 39 anni, ricoverata fa nel reparto di psichiatria dell'ospedale di Crema ieri è stata interrogata in Procura. La donna, assistita dal legale Mario Palmieri, ha risposto alle domande del pm Davide Rocco cercando di ricostruire cosa accaduto  nella villetta del quartiere Sabbioni.

 

 

 

 

Il difensore, si legge sul quotidiano Il Giorno, ha raccontato di un "clima disteso". La signora "ha risposto a tutte le domande che le sono state poste dal pm. Ha chiarito tutti i suoi movimenti nell'arco temporale che interessa". 

Il difensore ha smentito una lite tra i coniugi argomento su cui la donna "ha risposto", aggiungendo poi: "La mia cliente viene aiutata ad elaborare il lutto. Dal punto di vista processuale è assolutamente serena". Stando all'autopsia il professore di musica sarebbe morto nel cantiere di via Mazzolari per lesioni provocate da una caduta dall'alto, circa dieci metri di altezza. Quello che resta ancora da comprendere è cosa ci facesse la bicicletta bianca con la catena gialla ritrovata davanti al cimitero di Crema. 


La bici era un regalo alla coppia della madre, apparteneva alla nonna della vittima ma era usata principalmente da Debora.  Nel cestino c’era uno dei sandali della vittima che è stato trovato solo una scarpa al piede. La bicicletta è stata ritrovata solo il 3 luglio, giorno dei funerali, ma sembra che fosse lì dal 29 giugno quando è stato ritrovato il corpo di Pamiro. Il cadavere era scalzo e il telefonino della vittima non è mai stato trovato.  Resta da comprendere anche perché il professore si sia recato da solo al cimitero o era con qualcuno e perchè, eventualmente, avrebbe raggiunto il cantiere scalzo.

Inoltre il padre di Pamiro, ingegnere in pensione, ha riferito al quotidiano La Repubblica che il figlio soffriva della distrofia muscolare di Becker, una malattia degenerativa progressiva e invalidante, per l'Inps Mauro Pamiro era invalido al 35 per cento. Una malattia che, pur consentendogli una certa libertà di movimento, gli causava forti dolori e gli avrebbe impedito di arrampicarsi sulle impalcature del cantiere di via don Primo Mazzolari da cui, poi, sarebbe caduto. La moglie resta indagata a piede libero.
 

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