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Coronavirus, altro flop del governo: Vo' Euganeo costretto a pagarsi le spese da solo

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Dopo il danno anche la beffa. Succede a Vo' Euganeo, comune di Padova tra i più colpiti dal coronavirus e per il quale il governo non restituisce un soldo. Nel mirino i 50mila euro extra spesi quando Vo' è diventato zona rossa assieme a Codogno e il Lodigiano. "Siamo stati un esempio per tutti, ci siamo spesi per la scienza. Abbiamo permesso di scoprire l’importanza degli asintomatici. Serve aggiungere altro?", chiede il sindaco Giuliano Martini interpellato dal Giornale

Il tutto ha inizio il 23 febbraio, quando Vo’ diventa zona rossa. La mattina dopo il Comune deve organizzare tutto l’occorrente per chiudere i varchi di accesso alla città: blocchi di cemento per sbarrare le strade, la fornitura di bagni chimici per i militari, la predisposizione per le torce di illuminazione notturna e il gasolio per alimentare i gruppi elettrogeni, il carburante delle auto per fare avanti e indietro, l’acqua, il cibo per i dipendenti in orario continuato, il ristoro per i volontari, le tante ore di straordinario, la sanificazione dei locali e chi più ne ha, più ne metta. 

 

 

"Mi sembra evidente l'eccezionalità della situazione di Vo’ - prosegue il primo cittadino -. Siamo stati chiusi due settimane in più degli altri. Lo sforzo è stato importante. Mi sembra naturale che qualcuno ci venga incontro". E invece fino ad ora "non è arrivato nulla di specifico" per le spese da zona rossa da parte di Palazzo Chigi, Una situazione per cui Luca Zaia vuole andare fino in fondo, magari con una "causa allo Stato”.

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