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Coronavirus, l'evento più importante della nostra vita? Sì, davanti al terrorismo e alla caduta del Muro

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Andrea Tempestini
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Metti 104 amici in lockdown. Già, il coronaviurs. Una sciagura con cui non avevamo grande consuetudine, anzi non ne avevamo proprio. Pandemia, qualcosa che soltanto nei film. Almeno fino a qualche settimana fa. Tutto sospeso: scuola, auto, aerei, abbracci, niente più parrucchiere né ristorante, niente di niente se non il guscio delle nostre case. Metti 104 amici in lockdown e il tempo che questa disgraziata parentesi ci ha forzatamente concesso per riflettere. Uno spunto, una riflessione, è arrivata da Franco, che a questi 104 amici ha rivolto una domanda: "Quali ritieni siano stati a tuo parere gli eventi sociali, politici, economici e storici più importanti accaduti nel mondo durante la tua vita?". Una domanda "profondamente aperta", insomma né risposte guidate da crocettare e neppure troppi confini o lacciuoli: si poteva rispondere indicando un evento specifico, per intendersi l'assassino di Aldo Moro, oppure un insieme di eventi correlati, per intendersi il brigatismo nel suo complesso. E ancora, le risposte contemplavano anche fenomeni sociali, processi e fasi che hanno scandito lo sviluppo dell'essere umano, per intendersi l'emancipazione femminile.

Questi 104 amici che hanno risposto sono 49 donne e 55 uomini. Il 49% di loro è pensionato, un fattore con un peso specifico rilevante in questa indagine (in seguito, alcuni esempi). Il 49% invece lavora o studia (dal dirigente all'operaio). Dunque, per i feticisti delle statistiche: 4 amici hanno fino a 30 anni, 12 dai 30 ai 40, solo 4 tra i 40 e i 50, poi i 14 tra i 50 e i 60, quindi la fetta più corposa, i 47 dai 60 ai 70; 23 infine oltre i 70 anni. Le risposte al questionario sono state classificate seguendo due criteri: il numero di citazioni (quante persone hanno scritto "11 settembre") e l'importanza relativa, ossia la percentuale assegnata al singolo fatto. Già, perché i fatti "più importanti" non andavano soltanto indicati, ma anche pesati: quanto "per cento" ha influito sulla tua vita, per esempio, la caduta del muro di Berlino? Quanto "per cento" è stato importante il gol di Tardelli l'11 luglio del 1982?

Largo alle risposte. La ferita è fresca, e così - prevedibile ma non per questo scontato o discutibile - l'evento dal maggior peso specifico è proprio il coronavirus, la pandemia, citata da 82 persone per un "peso specifico" pari al 21% complessivo. Sinceramente, a stupire è il fatto che ci siano 22 "amici di Franco" che il Covid neppure lo abbiano citato. Dopo Wuhan, il terrorismo islamico, che complessivamente raccoglie 64 citazioni per il 12 per cento. Le Torri Gemelle sono l'evento che in questa macro-categoria ha più influito sulle esistenze del campione, poi l'Atocha (2004), la metrò di Londra (2005), il Bataclan e Charlie Hebdo (2015). A chiudere il podio della Storia che più ci ha suggestionato, o meglio condizionato -  perché la chiave, in verità, sarebbe quest'ultima - il crollo del comunismo, con 58 citazioni totali per una fetta pari all'11 per cento. La caduta del muro (1989) più di tutti, poi la dissoluzione dell'Urss, Gorbaciov e la perestrojka (dal 1985), la guerra dei Balcani ma anche le “conseguenze politiche” del papato di Karol Wojtyla. E queste “conseguenze politiche” puntano tutte dritte dritte a quella che fu l'Unione sovietica (per questa ragione, la voce è stata tenuta al di fuori di altre categorie quali la politica internazionale o la macrocategoria Chiesa, che troviamo ai piedi della classifica e che con Giovanni Paolo II al suo interno avrebbe avuto altro peso).

Il viaggio nella percezione della Storia continua con la sorprendente - almeno per lo scrivente - quarta posizione che racchiude politica internazionale, movimenti e conflitti. Sorprendente perché la avrei immaginata un poco più in alto, ma anche in questo caso la scelta - ovvia - di "estrapolare" tutto ciò che è stato il terrorismo islamico negli ultimi 20 anni dà uno spessore più contenuto all'insieme. Un 11% quasi equamente distribuito tra gli eventi riferibili al Medioriente (dal conflitto israelo-palestinese, passando per l’omicidio di Yitzhak Rabin e fino alle Primavere arabe), al Movimenti (il '68, il maggio parigino, femminismo, pacifismo e ambientalismo) e ai conflitti (dalla 2° Guerra Mondiale che ancora qualcuno ricorda, alla guerra del Vietnam e fino alla citazione della rivoluzione sandinista in Nicaragua).

Al quinto posto ecco la finanza e l'economia (il cui peso complessivo è del 10%), con un 6% di citazioni relative alla nascita e allo sviluppo dell'Unione europea e uno striminzito 2% incassato dalla crisi finanziaria del 2008, al pari della "globalizzazione" nel suo complesso. Le prime cinque macrocategorie qui citate raccolgono il 65% del "peso" totale, sono insomma quelle che, per distacco, secondo chi ha risposto all'indagine hanno avuto, secondo le più disparate accezioni e percezioni, un peso sulle nostre vite.

Nel restante 35% della torta spiccano i "diritti umani" e il "progresso tecnologico", pari al 7 per cento. Categorie che tra gli altri raccolgono le leggi su divorzio e aborto (diritti umani) e l'avvento degli smartphone e la conquista della Luna, oltre alla cagnetta Laika e allo Sputink (bestiole simbolo del progresso tecnologico). Il clima, tema del futuro per definizione, raccoglie solo un 6% al quale concorre non solo il riscaldamento globale ma anche i disastri di Chernobyl e Fukushima o il terremoto dell'Aquila. Poi le vicende italiane, da intendersi come il brigatismo e la strategia della tensione (complessivamente al 4%), la mafia (2%) e Tangentopoli (solo l'1%). E ancora, i "successi italiani" (all'1%, da Luciano Pavarotti nel mondo, passando per il Mondiale di Bearzot e Paolo Rossi dell'82 e fino all'Expo di Milano). Infine il 2% di "varie ed eventuali", chiamiamole così, in cui confluiscono Berlinguer, Pertini, il governo Monti e il ventennio targato Silvio Berlusconi, il Duce appeso in piazza Loreto, il G8 di Genova e anche il primo supermercato aperto in Italia. E ancora, il 2% riferibile alla Chiesa e al Vaticano e l'ultimo 1%, ciò che i sondaggisti raccoglierebbero sotto la voce, "altro", e in cui piombano il Live-aid, la diffusione su scala globale della droga e anche il commercio equo solidale.

Sono questi, insomma, gli eventi più "importanti" citati dai 104 amici di Franco che hanno avuto tempo per rifletterci durante il lockdown. Resta soltanto una domanda, che non è retorica. Semplicemente una domanda: tra 20 anni, quanto peserà il coronavirus per queste 104 persone?
 

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