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Coronavirus, l'esercito produce la idrossiclorochina. Il governo attende, le Regioni lo scavalcano

Lorenzo Mottola
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Ora si fa sul serio. L' Agenzia del Farmaco ha autorizzato ieri l' inizio di una nuova sperimentazione clinica per valutare l' efficacia sui pazienti affetti da Coronavirus dell' idrossiclorochina. Parliamo del prodotto brevettato durante la Seconda guerra mondiale per combattere la malaria e che mezzo mondo sta studiando nella speranza che ponga termine al periodo di clausura cui sono stati costrette quasi 4 miliardi di persone in tutto il pianeta. In Italia, come scritto nei giorni da Libero, è stato il virologo Roberto Burioni il primo a parlarne. Uno studio francese indica che se somministrato in determinate fasi della malattia, potrebbe ridurre drasticamente la mortalità del Covid-19, portandola allo 0,5%.

Anche per questo la Regione Umbria, senza attendere gli esiti dei test, ha deciso di seguire l' esempio del Piemonte e di iniziare a distribuire pasticche direttamente a domicilio tra i pazienti meno gravi. E sono sempre di più i medici pronti a prescrivere questa ricetta, tanto che il medicinale è diventato praticamente introvabile. Per questo in Italia anche l' Esercito farà la sua parte.

 

 

 

All'armi - Lo Stabilimento Chimico Farmaceutico militare di Firenze inizierà nei prossimi giorni la produzione, come annunciato giovedì sera a Porta a Porta dal colonnello Antonio Medica. Dopodiché anche nel nostro Paese partirà una sperimentazione diretta dall' Organizzazione mondiale della Sanità che coinvolgerà migliaia di persone colpite dall' epidemia. Verranno valutate differenti strategie terapeutiche, incrociando anche antivirali. Una vera svolta, se si considera lo scetticismo che aveva accompagnato inizialmente questa cura.

Il primo Paese dove si è iniziato a discutere dell' anti-malarico è la Francia. La comunità scientifica si è immediatamente divisa sulle potenzialità di questa soluzione. La ragione è che - come ribadito anche ieri da Agenzia Nazionale transalpina per sicurezza del Farmaco - ci sono delle forti controindicazioni per chi si sottopone al trattamento, soprattutto per chi è fragile sul piano cardiovascolare. Il direttore francese dell' agenzia ha segnalato un «centinaio di casi di effetti indesiderati legati a medicinali usati da pazienti infetti da Covid», di cui «79 casi gravi e anche 4 decessi». Insomma, non è come prendere un' aspirina.

Non può essere somministrato a chi ha un fisico debilitato, perché potrebbe anche non reggere. Ciononostante l' Eliseo ha iniziato a dar credito a questa soluzione.
Due giorni fa Emmanuel Macron ha incontrato il cosiddetto "guru" dell' idrossiclorochina, il medico marsigliese Didier Raoult, che è stato fortemente criticato per una sua ricerca sul farmaco risultata poi incompleta. I media lo hanno fatto a pezzi, forse anche a causa dell' aspetto non esattamente curatissimo. E usiamo un eufemismo. Per essere chiari, Raoult sembra il druido di Asterix. Al di là dell' estetica, però, ci sono i dati. L' analista ha terminato un nuovo studio, che ha presentato in esclusiva. Il risultato: il 91% dei pazienti è guarito grazie al trattamento. Su 1.061 pazienti «sono stati trattati interamente con idrossiclorichina e azitromicina», ha detto il virologo, «Vedrete nei risultati che la mortalità è dell' ordine dello 0,5 per cento e che il tasso di guarigione è estremamente elevato». Come si nota, però, non in tutti i casi la cura risulta risolutiva. il Corona resterà comunque un virus letale. Ridurne gli effetti, però, sarebbe comunque fondamentale.

Nel mondo - Le notizie sul nuovo farmaco, intanto, stanno facendo il giro del mondo. È usato in Israele e la città di San Paolo in Brasile ha iniziato ieri a distribuirlo. Ha fatto discutere anche negli Stati Uniti, dove è diventato tema per un ennesimo scontro tra Donald Trump e la stampa. Il presidente Usa punta molto su questo prodotto, fatto che ha generato accuse di ogni genere. Il New York Times, riprendendo una notizia di Forbes, ha scritto che l' inquilino della Casa Bianca «ha un piccolo interesse finanziario nella Sanofi, la società francese che produce il Plaquenil, uno dei marchi commerciali della idrossiclorochina». Nei giorni successivi è poi emersa la realtà: il valore di questo "interesse" di Trump sarebbe di ben 99 dollari.

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