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Iran, ucciso il capo del programma nucleare in un attentato. Sospetto drammatico, crisi internazionale

Mohsen Fakhrizadeh-Mahabad

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Mohsen Fakhrizadeh-Mahabadi, tra i capi del programma nucleare iraniano, è stato ucciso a colpi di pistola a nord-est della capitale Teheran. Lo scienziato era stato accusato dal premier israeliano Benjamin Netanyahu di gestire un programma per lo sviluppo di armi atomiche e secondo fonti israeliane sarebbe stato nella lista degli obiettivi del Mossad.

 

 

 

Secondo il racconto di alcuni testimoni, ci sarebbe stata inizialmente un'esplosione, forse per bloccare l'auto su cui viaggiava Fakhrizadeh, seguita da una serie di spari. In passato lo scienziato era già scampato a un tentativo di assassinio sempre attribuito al Mossad. Considerato da molti tra il più esperto tra i tecnici nucleari del ministro della Difesa di Teheran, era stato anche responsabile del Centro di ricerca di fisica (Phrc) della Repubblica islamica. Il sospetto che dietro questo attentato possa essere frutto dell'ultimo accordo tra l'amministrazione Trump e il governo israeliano, entrambi contrari all'accordo sul nucleare iraniano del 2015, non è fantascienza. Anche perché la nuova amminsitrazione Usa a guida Biden, al contrario di quella repubblicana, è a favore di un accordo di pace col regime degli ayatollah.

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