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Fukushima, dopo il disastro nucleare uomini sostituiti dalle scimmie: sconvolgente nella regione radioattiva

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A quasi dieci anni dal disastro nucleare di Fukushima, la città giapponese si è riempita di scimmie, macachi nello specifico, che occupano le aree prima abitate dai residenti, costretti a fuggire per via del materiale radioattivo espulso dalla centrale colpita dal terremoto-tsunami dell’11 marzo 2011. Non si tratta, però, dei primi animali che popolano l'area dopo la tragedia. Prima di loro, inconsapevoli degli effetti nocivi delle radiazioni, erano arrivati sul posto anche volpi, orsi, cinghiali, conigli e procioni, felici di essere in una zona non contaminata dagli uomini (ma da altro purtroppo sì).

 

 

 

 

I nuovi "abitanti", le scimmie, hanno potuto godere di tutto quello che la fuga degli uomini ha lasciato indietro. Soprattutto, come ha raccontato un residente tornato nella sua casa ai limiti della zona di esclusione, si sono abituate all’abbondanza garantita dagli alberi da frutto. Tuttavia è iniziata una vera e propria guerra tra umani e scimmie dopo che il governo giapponese ha consentito il ritorno di migliaia di cittadini alle loro case nei territori più distanti dalla centrale. Uno di loro, Shuichi Kanno, 79 anni, ha spiegato alla Radio pubblica Usa che non vogliono fare del male ai macachi: "Proviamo solo a spaventarli con il rumore prodotto da fuochi d’artificio appositi, forniti dalle autorità. Ma loro lì per lì fuggono, poi con la precisione di un orologio tornano sui loro passi e ricominciano a mangiare tutto quello che trovano".

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