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Euro, il governatore della Banca centrale olandese: "Può diventare insostenibile", i rischi per l'Unione

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Klaas Knot governatore della Banca centrale olandese, non è certo un euroscettico, ma a leggere una parte della sua lectio magistralis sull'Euro sembrerebbe non essere così: "It would make the euro unsustainable (ciò potrebbe rendere l'euro insostenibile"). In pratica l'opposto del "whatever it takes (a qualsiasi costo)" con cui Mario Draghi, nel 2012, stoppò l'assalto dei mercati speculativi contro l'euro, che da allora è "irreversibile", secondo Draghi.  Prima di arrivare all'ipotesi di un euro insostenibile, Knot, scrive Italia Oggi, fa il punto sulla politica economica attuata nell'Unione europea nel corso degli ultimi anni, fino al varo del Recovery Fund del luglio scorso, volto a contrastare la grave crisi indotta dal Covid-19. Un'iniziativa eccellente", sostiene Knot. Il paragone con il Piano Marshall, con cui gli Stati Uniti agevolarono la ricostruzione postbellica dell'Europa, a suo avviso è appropriato. Poichè la crisi post Covid ha colpito più duramente i paesi più deboli, specie quelli del Sud Europa, che sono anche i più indebitati. 

 

 

Knot infine smentisce la favola del primo debito comune europeo, tanto cara in Italia al governo di Giuseppe Conte e Roberto Gualtieri: "La forza della proposta si basa non solo sul suo aspetto collettivo, ma anche sulla sua natura temporanea".  Il Recovery Fund va bene, ma per Knot "non basta". Ma per il resto, a suo avviso, le riforme necessarie sono le stesse che da anni vengono proposte dalla Germania di Angela Merkel: "Nei paesi del Nord Europa servono riforme per alzare i salari e aumentare la domanda interna. Nei paesi del Sud servono quelle per aumentare la competitività e ridurre i debiti pubblici, che devono essere riportati al 60% del pil". Una richiesta "irrealistica" quest' ultima, ammette lo stesso Knot, visto che nel 2019, prima del Covid, la Grecia aveva già un debito pubblico del 175% del pil, e l'Italia del 132%

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