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Vittorio Feltri e Salvini aggredito a Pontassieve: "Se a menare le mani sono quelli di sinistra, pazienza"

Vittorio Feltri
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Ormai ogni giorno ha il suo scandalo. Quello di ieri, l'agguato a Matteo Salvini, segue a poche ore le mazzate sferrate da Beppe Grillo a un giornalista di Rete4 (lavora per Paolo Del Debbio) che i quotidiani iperdemocratici hanno fatto un miracolo a nascondere allo scopo di non sputtanare il comico ligure. Siamo ragazzi di mondo e abbiamo imparato che la violenza è condannabile solo se esercitata da manigoldi di destra, mentre se sono quelli di sinistra a menare le mani, pazienza, niente di grave, non vale nemmeno la pena di scomodare la prima pagina per evidenziare una eventuale aggressione giudicata sempre irrilevante. Immaginiamo che la regola del silenzio uguale approvazione valga anche per l'episodio di cui è rimasto vittima il leader della Lega, il quale a Pontassieve (Toscana), dove intratteneva una folla con una sorta di comizio elettorale, è stato avvicinato da una congolese piuttosto aggressiva che lo ha strattonato, gli ha strappato la camicia con annessa corona del Rosario.

Una donna nera, e questo dettaglio non lo trascuriamo per completezza di informazione. Fosse stata di Trento non l'avremmo applaudita, però la circostanza che sia africana ci offre il destro per aggiungere che di cretini ne abbiamo già abbastanza in Italia e non è il caso di importarne dal Continente nero. Spero che il concetto sia chiaro e non venga equivocato. Il problema non è il razzismo bensì la scemenza che è internazionale. Salvini è un politico di lungo corso, ha portato il movimento nordista ad essere il primo partito nazionale avendolo preso sotto le proprie cure quando era l'ultimo. Normale che l'uomo stia sulle palle ai progressisti di ogni colore, ma da qui a meritare un trattamento pugilistico da parte di una deficiente ce ne corre. Non ci aspettiamo che i suoi avversari solidarizzino sinceramente con lui e protestino contro la congolese più simile a una tigre inca***ta che a una donna civile.

 

 

 

 

Speriamo almeno che i giornali stavolta, dopo aver rimediato una figura di palta per la vicenda vergognosa di Grillo, taciuta a causa della necessità di assecondare gli interessi dei pentastellati, si comportino onestamente e denuncino il fatto di cui è stata protagonista la nera. Tuttavia mi rendo conto di pretendere troppo dalla nostra stampa che ama leccare le terga ai simpatizzanti della sinistra. A Salvini diciamo soltanto una cosa. La smetta di perdonare coloro che meritano un calcio nel c**o.

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