Logo
Edicola digitale
+

Su Rai1 'Mina Settembre', la storia di una donna moderna tra empatia e fierezza

default_image

  • a
  • a
  • a

Roma, 13 gen. (Adnkronos) - “Empatia, fierezza, movimento: Mina è una donna moderna che non dà mai una seconda possibilità. E' indurita dalla vita. E' stata parte di me per un anno, fra l'inizio delle riprese e la sospensione per il Covid”. Così Serena Rossi, protagonista di ‘Mina Settembre', nel corso della conferenza stampa di presentazione della serie Tv in onda su Rai1 dal 17 gennaio alle ore 21.25, liberamente tratta dai racconti di Maurizio de Giovanni ‘Un giorno di Settembre a Natale' e ‘Un telegramma da Settembre', editi da Sellerio.

“Marina Confalone, che interpreta Olga, mia madre, mi ha insegnato molto, anche se non lo sa: è una maestra, oltre a essere una grande attrice - ha aggiunto la Rossi - Mina è amore per gli altri, ma non sa aiutare se stessa. Spero venga fuori un progetto nel quale ci abbiamo messi tutti il cuore”.

La serie di sei prime serate è diretta da Tiziana Aristarco e vede la partecipazione, oltre che di Serena Rossi, anche quella di Giuseppe Zeno, Giorgio Pasotti, Valentina D'Agostino, Christiane Filangieri, Marina Confalone, Nando Paone, Rosalia Porcaro. Protagonista è un'assistente sociale napoletana, sempre pronta a prendersi carico dei tanti casi che giungono al suo consultorio, nel centro storico di Napoli. Sebbene spesso sembri avere la testa da un'altra parte, Mina sa essere pragmatica e piena di risorse, riuscendo a tirar fuori la gente dai guai e a risolvere con fantasia e testardaggine le vicende turbolente di chi le chiede aiuto. Mina però non riesce a fare lo stesso con il suo cuore: ha un marito magistrato, Claudio, dal quale si è separata da poco e che cerca disperatamente di riconquistarla, e nel frattempo si sente attratta da Domenico, il nuovo ginecologo del consultorio. In più ci si mette sua madre Olga, una donna caustica e dalla battuta al vetriolo.

“Mi piace lanciarmi in sfide diverse e nuove – ha detto ancora la Rossi - dalla conduzione, al doppiaggio, al cinema, alle serie, ma io metto da parte l'ansia per le prime prove cercando di trasformarla in positività. La difficoltà e la mia fatica in questo momento è trovare un equilibrio fra il fare la mamma, ho un figlio di 4 anni, e il lavoro. La passione per la musica? E' sempre presente. Ci sarà sempre e quando ne avrò l'occasione la butterò in campo. Sanremo? È un sogno che ho fin da bambina, ma arriverà quel che arriverà. Un musical mi piacerebbe farlo, magari quando mio figlio sarà più grande”.

“Ho fatto poca televisione, devo imparare molte cose che riguardano la fiction – ha detto da parte sua Marina Confalone - mi ha convinto a lavorare in questa serie sia la regista che Serena Rossi. Ma voglio ringraziare gli sceneggiatori che hanno scritto una cosa davvero bella. Olga, il personaggio che interpreto, è la mamma di Mina ed è una donna ‘impossibile', il problema numero uno di Mina, ha una sorveglianza della figlia opprimente. Olga ha deciso di sedersi su una sedia a rotelle per dichiararsi fuori gioco, come donna e come madre. E' un personaggio che rivelerà altre qualità, diverse da quelle che si vedono immediatamente”.

Giorgio Pasotti è il marito che ha tradito la moglie Mina: “Il personaggio Claudio è inizialmente antipatico e la sua storia è tutta in salita perché parte dal proprio tradimento della moglie. La serie è durata un anno – ha spiegato Pasotti - E' la prima volta che giro a Napoli e con una regista donna ed è stato piacevolissimo, perché Tiziana ti fa capire tutto con un sorriso. E' stata anche la prima volta che ho lavorato con Serena, un'attrice che ha costruito una carriera solida mattone dopo mattone”.

Giuseppe Zeno interpreta invece l'antagonista di Claudio, da cui Mina è attratta: “Sulla conflittualità con Giorgio Pasotti, i rivali in amore, siamo al centro della drammaturgia, nella quale la rivalità e la conflittualità sono sempre presenti e ne costituiscono il fondamento. Mina – ha detto Zeno - è un progetto che mi ha riportato a Napoli, nella mia terra d'origine, nei quartieri disagiati nei quali nascono emozioni e sentimenti: un mondo di umanità che appartiene al capoluogo campano. Tutto questo visto con la lente d'ingrandimento della regista Tiziana Aristarco, che è riuscita a centrare il fuoco di ogni personaggio e che mi ha riportato in quella dimensione di commedia, divertente ma di spessore”.

“Ho preso spunto dai racconti di De Giovanni, ma sono stati riscritti da un team di sceneggiatori – ha spiegato la regista Tiziana Aristarco - Mina è una donna empatica e che non sta mai ferma. Affronta la fatica nella vita di tutti i giorni, è una Mina che ‘cammina': ho voluto evidenziare un movimento continuo di una donna piena di passione, anche vestendola con il cappottino rosso, che affronta tutto a volte in modo politicamente scorretto. Il racconto mi ha permesso di attraversare la città di Napoli, vista da molti punti di vista, da quello borghese a quello popolare, al mare”.

“C'è stata una grande attenzione nel dare spessore a tutti i personaggi - ha detto ancora la regista - La credibilità è stata la mia parola d'ordine. Il periodo di stop per il coronavirus, a marzo del 2020 è stato durissimo, ci ha tagliato le gambe. E quando abbiamo potuto ricominciare è stato faticoso e difficile ma entusiasmante. Non è stato cambiato niente dal punto di vista narrativo, siamo andati avanti sul racconto così come era stato scritto. Abbiamo lavorato molto sul tema dell'amicizia, il gruppo delle amiche sono fondamentali nella storia di Mina. Serena ha la grande dote di mettere a proprio agio tutti. Questo mi ha aiutato molto sul lavoro di gestione della troupe sul set”, ha concluso la Aristarco.

Dai blog