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Rider: Uiltucs, illegittima intesa Assodelivery-Ugl, pronti a esposto

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Roma, 16 set. (Labitalia) - "Assodelivery ha finalmente mostrato la sua natura oscura rispetto ai diritti e alle tutele dei rider, ne siamo felici. Siamo ancora più contenti che Anar-Ugl abbiano firmato questo accordicchio al ribasso, così da mettere alla luce del sole l'aggiramento della legge, il tavolo ministeriale, il pagamento a cottimo e la natura del sindacato di comodo, nato da una raccolta firme online e da una riunione con le aziende". Così Mario Grasso, che per la Uiltucs nazionale segue i lavoratori della Gig Economy, commenta l'accordo tra Assodelivery e Anar-Ugl sul contratto dei rider. "Bisogna smontare la comunicazione fatta da Assodelivery e Ugl -incalza Grasso- perché siamo di fronte a un accordo che è lungi dall'essere un contratto collettivo nazionale di lavoro che regola i rapporti di lavoro subordinato. In pratica -aggiunge il sindacalista- resta tutto com'è, con l'aggravante di peggiorare le condizioni economiche previste dalla legge 128 del 2 novembre 2019, che vieta il pagamento in base alle consegne effettuate".

Ma c'è di più. "In aggiunta, resta ancora -continua Grasso- la natura del rapporto di lavoro autonomo che conferma il meccanismo del 'vincitore prende tutto' scientificamente pianificato dalle piattaforme digitali della gig economy, con una minoranza di rider che ha molte occasioni di lavoro e una maggioranza che non riesce a lavorare adeguatamente a causa del suddetto meccanismo". "Abbiamo già chiesto alle aziende del food delivery tramite i nostri iscritti -precisa ancora il responsabile nazionale UILTuCS- copia dell'accordo ma hanno inviato un'email dichiarando che nelle prossime settimane i rider riceveranno tutte le informazioni necessarie. Siamo comunque già pronti con i nostri rider iscritti per impugnare questo accordo che riteniamo palesemente illegittimo".

Per questo, "stiamo valutando pure la possibilità di presentare un esposto -conclude Grasso- e condividere le informazioni in nostro possesso sulla costituzione del sindacato di comodo, sugli insulti e le provocazioni di questi ultimi mesi rivolte ai sindacati, ai sindacalisti e ai rider iscritti al sindacato confederale nelle varie chat telefoniche e sui social network per evitare una normale e genuina rappresentanza sindacale dei rider nei confronti di Assodelivery, oltre ai vari silenzi da parte delle piattaforme sulle richieste formali di incontro che abbiamo inviato nei mesi scorsi. Chiediamo un intervento deciso anche al Ministero del Lavoro sulla vicenda perché è impossibile che aziende sostenute da holding finanziarie internazionali scarichino ancora una volta il costo del lavoro e il rischio di impresa sulle spalle dei rider", conclude Grasso.

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