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Le Crociate di Ridley Scott, un modo (non banale) di raccontare le violenze dei cavalieri cristiani

Giorgio Carbone
Giorgio Carbone

Nato a Tortona (Al) il 19 dicembre 1941. Laureato in giurisprudenza a Pavia. Giornalista dal 1971. Per 45 anni coniugato all'attrice Ida Meda. Due figli. Critico cinematografico (titolare) per "La Notte" dal 1971 al 1995. Per "Libero" dal 2000 a oggi. Autore di tre dizionari: Dizionario dei film (dal 1978 al 1990); Tutti i film (dal 1991 al 1999); Dizionario della tv (1993).

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LE CROCIATE
Regia di Ridley Scott. Con Orlando Bloom, Eva Green, Liam Neeson. Produzione  USA 2005. Durata: 2 ore e 25 minuti

LA TRAMA
Dieci secoli fa. Un giovane maniscalco, ricercato per l'omicidio  di un prete carogna, decide di seguire il padre, un cavaliere crociato diretto a Gerusalemme. Arriva quando il re, cristiano e pacifista sta morendo. Sarà quindi il maniscalco diventato cavaliere a prendere in comando della città assalita dalle armate del musulmano Saladino.  Gerusalemme  viene conquistata dagli arabi. Il giovane  ottiene una resa onorevole e dà addio alle armi. Non le riprende nemmeno quando il re Riccardo Cuor di Leone  tenta di arruolarlo  per una nuova crociata.

PERCHE'  VEDERLO 
Perché Ridley Scott non si accontenta di confermare  la sua fama  di grande facitore di spettacoli, ma trova il modo di dire cose non banali sulle crociate (la violenza dei cavalieri cristiani è sottolineata senza remore) e  su Gerusalemme. La città che da venti secoli  è "niente" (come dice il prode Saladino) perchè non ricca  e nemmeno strategicamente importante. Ma è "tutto" almeno per i musulmani. Eva Green ci fa la sua bella figura, anche se nel 2005 non era ancora la travolgente attrice di oggi.

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