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Gianni Cuperlo e Andrea Orlando "infettati" dalle scie chimiche

Andrea Tempestini
Andrea Tempestini

Milanese convinto, classe 1986, a "Libero" dal 2010, caporedattore e digital editor di Liberoquotidiano.it. Il mio sogno frustrato è l'Nba. Adoro Vespe, gatti, negroni e mr. Panofsky.

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"Diciamo che Urbano Cairo o John Elkann hanno un po' più potere di me e di lei. Così può andare?"
Gianni Cuperlo (Fatto Quotidiano)

Così può andare? La risposta è no. Vero, pacifico, credibile: Urbano Cairo e John Elkann hanno più potere di Gianni Cuperlo e di chi lo intervistava per Il Fatto Quotidiano. Ma a fare la differenza è il contesto. E il contesto è quello tratteggiato dalle parole di Andrea Orlando di qualche giorno fa e consegnate sempre al Fatto. Parole su cui si dibatte da giorni. Parlava della "manovra da 55 miliardi", "soldi che fanno gola a molti", tanto che - dixit Orlando - "nelle prossime settimane vivremo una serie di attacchi al governo finalizzati alla sua caduta, ispirati anche da centri economici e dell'informazione". "Poteri forti" non lo ha detto, ma a quello alludeva. Roba da teorici delle scie chimiche e da "giornalisti pennivendoli e puttane". Roba da grillini, insomma, e non sarà un poco di continenza verbale in più - evitare le due paroline magiche, "poteri forti" - a permettere ad Orlando di affrancarsi dall'evocazione dell'universo pentastellato.

Dopo di lui, Cuperlo. Sempre al Fatto, che si potrebbe ipotizzare essere velatamente - eufemismo - impegnato nella costruzione di un alibi per Giuseppe Conte, tutt'altro che sgradito - altro eufemismo - al direttore, Marco Travaglio. La prende larga, Cuperlo. "Orlando ha sollevato un tema che riguarda l'asimmetria di potere tra la politica e altri soggetti che ciascuno può giudicare più o meno forti. La si può condividere o no, ciò che non ha molto senso è liquidare quella posizione come istigazione all'odio di classe. Ho il massimo rispetto per i giornali e chi li fa, ma se su un foglio dai nobili trascorsi leggo che è giusto cercare all'estero vantaggi fiscali offerti da altre legislazioni e una maggiore linearità del diritto societario penso che sia altrettanto legittimo segnalare il dubbio di un piccolo conflitto di interessi tra quella testata e gli interessi del suo nuovo editore".

Conflitto di interessi: pacifico, John Elkann-Fca-Repubblica-La Stampa. "Istigazione all'odio di classe"? Mah. Curioso però come Repubblica sia diventata nell'arco di un paio di settimane un nobile decaduto, o meglio "un foglio dai nobili trascorsi". Assolutamente soprendente, infine, il passaggio in cui Cuperlo spiega che "Orlando ha sollevato un tema che riguarda l'asimmetria di potere tra la politica e altri soggetti che ciascuno può giudicare più o meno forti". Il che - mi permetto la traduzione - significa che Orlando ha sollevato un tema politico, truccandolo poi col costume grillino dei "poteri forti". Cuperlo è ancor più continente da un punto di vista verbale: "Più o meno forti", filosofeggia. Salvo poi tornare a insistere sul fatto che Urbano Cairo e John Elkann "hanno un po' più potere di me e di lei". Che non può proprio andare, perché Cuperlo ne fa una questione di potere e di forza, due paroline che messe insieme fanno "poteri forti".

"Poteri forti" è la formula magica usata dal M5s per additare la politica che non sono ancora riusciti a penetrare. Dal Pd, comunque la si pensi sui democrat, l'evocazione del "potere forte" per definire un tema politico a loro ostile mi sorprende. Da Cuperlo e Orlando poi, mica due quisque de populo al Nazareno.

Forse la mutazione è dovuta alla prossimità con le scie chimiche.

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