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Tra Pachamama e Santeria: le "relazioni pericolose" coi culti pagani della chiesa di Bergoglio

Il prossimo beato José Hernandez è ostaggio della stregoneria latinoamericana. L'allarme (forse inutile) degli esorcisti italiani

Andrea Cionci
Andrea Cionci

Storico dell'arte, giornalista e scrittore, si occupa di storia, archeologia e religione. Cultore di opera lirica, ideatore del metodo “Mimerito” sperimentato dal Miur e promotore del progetto di risonanza internazionale “Plinio”, è stato reporter dall'Afghanistan e dall'Himalaya. Ha appena pubblicato il romanzo "Eugénie" (Bibliotheka). Ricercatore del bello, del sano e del vero – per quanto scomodi - vive una relazione complicata con l'Italia che ama alla follia sebbene, non di rado, gli spezzi il cuore

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Bergoglio beatifica il beniamino della stregoneria latinoamericana e l’Associazione Italiana Esorcisti lancia l’allarme. L’episodio si inserisce in una lunga e inquietante catena di “relazioni pericolose” della neo-chiesa bergogliana con culti esotici e pagani, instaurate nel solco della cosiddetta “inculturazione”. Con essa si intende la pratica di annunciare il Vangelo a popolazioni indigene rispettando, nei limiti del possibile, le loro usanze e la loro mentalità. Solo che, come spesso accade in vari contesti, al giorno d’oggi, un conto sono le buone maniere, un conto l’appronarsi snaturando  ciò che si vuole proporre. Ma andiamo con ordine.

Di circa tre settimane fa, la notizia della prossima beatificazione di un grande medico venezuelano, il Venerabile José Gregorio Hernández Cisneros che mise a disposizione della povera gente la sua medicina, alla stregua dei santi Giuseppe Moscati o Riccardo Pampuri.

Il problema enorme è che di questo personaggio si è appropriata, da lungo tempo, la “Santeria”, una forma di stregoneria molto diffusa in Sudamerica, che richiede il sacrificio di animali, “donazioni dell’anima" e, in casi estremi, perfino mutilazioni umane.

Furono gli schiavi africani a creare questa forma di sincretismo che, alle antiche divinità pagane, sostituiva i santi della religione cattolica: una copertura per continuare a pregare, indisturbati, i propri dei.

La Santeria ha ventuno “Corti spiritiche”, con a capo le tre grandi “potenze” dello spiritismo: Reina Maria Lionza, Negro Felipe e Guaicaipuro.

A capo della “Corte medica”, quella preposta alla salute, tale culto ha posto esattamente Hernandez. Per ottenere guarigioni, gli spiriti di questa Corte vengono invocati dalle sciamane e dai maghi: nelle sedute spiritiche e nei rituali vengono consacrati acqua e alcol - che saranno bevuti dai pazienti - e lenzuola, nelle quali essi si avvolgeranno la notte.

“La gente bisognosa – spiegano gli esorcisti -  pensa che intervenga veramente il dottor Hernandez per operare miracoli dietro il permesso di Dio, ma in realtà sono gli spiriti della Corte che operano pseudo-guarigioni, chiedendo  allo sciamano di dare loro in cambio l’anima del “paziente”, senza che egli ne sappia nulla. È certo, pertanto, che gli operatori dell’occulto strumentalizzeranno enormemente la beatificazione del dottor Hernandez per confondere ancora di più i cattolici del Sudamerica che, ingannati, faranno spiritismo senza saperlo, credendo di pregare un santo cattolico. Solo con una grande opera di purificazione dell’immagine di Hernandez la sua beatificazione sarà un momento di grazia per tutta la Chiesa e non di ulteriore inciampo e confusione per le persone semplici”.

Tuttavia, l’appello dei sacerdoti esorcisti risulta abbastanza controcorrente rispetto all'orientamento della chiesa attuale. Basti pensare a quanto già successo con la Pachamama, un caso che destò scandalo tra molti fedeli, dipinti come al solito dai giornaloni mainstream come la classica enclave di bigotti tradizionalisti attaccati ai paramenti sontuosi e alla messa in latino.

In realtà la protesta è provenuta da almeno 100 tra affermati teologi, chierici e studiosi vari. A costoro, secondo Il Messaggero, avrebbe “chiuso la bocca” Felipe Arizmendi Esquivel, vescovo di San Cristobal de las Casas, in Messico che ha dichiarato: «Alcuni condannano questi atti come se fossero un’idolatria, un’adorazione della “madre terra” e di altre “divinità”. Non c’è stato niente di tutto ciò. Non sono dee; non c’è stato alcun culto idolatrico. Sono simboli di realtà ed esperienze amazzoniche, con motivazioni non solo culturali, ma anche religiose, ma non di adorazione, perché questa si deve solo a Dio”.

Siamo sicuri? La spiegazione, confrontata con alcuni dati oggettivi, non convince del tutto. E’ o non è la Pachamama  un idolo religioso? Sì. Sulle enciclopedie si legge che è una divinità venerata dagli Inca e da altri popoli abitanti l'altipiano andino, quali gli Aymara e i Quechua. È la dea della terra e della fertilità.

E’ stata accolta in Vaticano? Sì. L’idolo è stato posto di fronte all'altare maggiore di San Pietro e poi portato in processione da vescovi nella Sala del Sinodo. 

Dei religiosi hanno adorato l'immagine di fronte a Bergoglio? Sì. Ci sono le foto in cui si vede un frate prostrato davanti alla Pachamama e a un idolo priapistico nei giardini vaticani. Bergoglio stesso ha deposto sull’altare una ciotola del culto pagano.

L’idolo è stato intronizzato in una chiesa? Sì. In S. Maria in Traspontina e, dopo che un giovane austriaco ha gettato nel Tevere l’idolo, ce ne è stato rimesso un altro.

Però non “ci sarebbe stata alcuna idolatria” secondo il vescovo di San Cristobal. Va bene, ognuno si farà la propria idea.

Un dato oggettivo è però la virata che la chiesa di Bergoglio sta compiendo nell’avvicinare la Madonna, da Madre di Gesù, seconda persona della Trinità, a una sorta di personificazione della Madre Terra. Questo processo è iniziato l’8 dicembre 2015, Festa dell’Immacolata, con una serie di proiezioni di animali sulla facciata di san Pietro: un inno ecologista che poco aveva a che vedere con la festa mariana.

Del resto questa mania di associare la Vergine al culto pagano della Madre Terra era tipica di Enzo Bianchi, monaco laico e maître à penser teologico del pontificato di Bergoglio. Libero era stato fra i primi giornali nazionali a individuare marchiane discontinuità fra il pensiero di Bianchi e la dottrina cattolica


Leggi qui l'approfondimento

 

Dopo qualche mese, il priore di Bose è stato silurato, ma, cosa stranissima, non per i concetti “teologicamente creativi” che ha propalato per 30 anni, bensì per beghe interne alla sua comunità. Mah?

Comunque, molto più di recente, due giorni fa, il 15, durante la festa di Santa Rosalia, l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice, un fedelissimo di Bergoglio che, dopo aver cambiato le parole della Madonna di Fatima recentemente si è pronunciato a favore del ddl Scalfarotto,  ha fatto una lunghissima predica con deamicisiani accenti immigrazionisti, secondo la quale gli italiani sarebbero gli “ospiti ingrati” condannati da Dante.

Comunque, a parte questi temi, Lorefice ha soprattutto ribadito la tendenza ecologizzante anche per la “Santuzza”: “Tu Rosalia, hai vissuto in quella grotta sul Monte Pellegrino, hai vissuto in mezzo alla natura ed è come se ci richiamassi a una responsabilità fondamentale: la Terra, lei, la povera tra i poveri, il segno di una povertà planetaria, come ha detto un papa che non a caso ha il nome di San Francesco etc.”.

Tuttavia, secondo alcuni fedeli un po’ sarcastici, la santa patrona, che pure dovrebbe proteggere dai temporali, poche ore dopo ha drammaticamente richiamato a Mons. Lorefice l’importanza della Madre Acqua con un terribile e inspiegabile nubifragio.

 

Piccolo campione statistico: guarda il discorso dell’arcivescovo su Youtube

 

ha sortito appena una sessantina di visualizzazioni con zero like e 30 “pollice verso” oltre acommenti al vetriolo e richieste di dimissioni. Pesantissimo uno dei post: “Lorefice si vergogni! Santa Rosalia guardava al cielo e non alla Madre terra o ai migranti”. Secondo i critici, la svolta ecologista della Chiesa ha una precisa direzione: quella di creare una nuova religione sincretista per il Nuovo Ordine Mondiale, progetto massonico di cui ormai parlano apertamente Avvenire e il card. Scola:


Leggi qui l’approfondimento


Purtroppo i fatti recenti non aiutano a smentire questa inquietante prospettiva. Insomma, diciamo che tra inchini e riverenze ai popoli “della fine del mondo”, minimizzazioni dell’identità cattolica, commistioni compiaciute con oscuri culti pagani e conati ecologisti-animisti, l’appello dell’Associazione Italiana Esorcisti per evitare che il Beato Hernandez continui ad essere ostaggio della Santeria e a ingannare persone semplici con rituali demoniaci, rimarrà presumibilmente lettera morta. Staremo a vedere.

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